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Imparare a risparmiare: come e dove farlo nel modo giusto?

Investire è una strategia per far fruttare i propri soldi, a fronte di un rischio più o meno elevato (il rendimento non sempre è garantito). Buona notizia: l’immobiliare è un settore scelto da chi desidera massimizzare le proprie probabilità di riuscita. Nel breve, medio o lungo termine, con risultati immediati o dilazionati nel tempo… Le opzioni sono numerose. Ecco le migliori strategie per un investimento immobiliare riuscito.

Hai comprato casa per metterla in affitto e ottenere un rendimento. Quali fattori rendono il tuo investimento redditizio? Esistono diverse formule matematiche che possono aiutarti a inquadrare il tuo progetto, ma devi soprattutto tenere in considerazione alcuni fattori come il rischio di perdita di capitale e la liquidità. Solo mettendo tutte le carte in tavola e non lasciando nulla al caso potrai davvero renderti conto della riuscita o meno del tuo investimento immobiliare.

Tutti sembrano d’accordo: l’immobiliare è indispensabile in qualsiasi strategia di investimento. Ma investire in immobili significa anche bloccare i propri soldi per un lungo periodo, indebitarsi parecchio e sapere come anticipare il momento migliore per fare la propria mossa. E poi, come si dice spesso: l’investimento zero rischi non esiste. Non sai se lanciarti? Proviamo a fare chiarezza sui vantaggi di questo tipo di investimento, in tutte le sue declinazioni.

Il mattone, in Italia lo adoriamo! Ma come fare quando le nostre finanze sono ridotte ma vogliamo comunque lanciarci in un investimento immobiliare? In tanti ritengono che la loro situazione finanziaria li blocchi al momento di prendere questa decisione così importante. Ma niente panico: investire nell’immobiliare senza soldi (o quasi) è possibile! Che sia per acquistare la tua abitazione principale o per fare un investimento locativo, le opportunità sono innumerevoli, anche per chi ha pochi soldi… purché il proprio progetto sia ben preparato.

Bene di rifugio per eccellenza, l’immobiliare risponde oggi a diversi obiettivi patrimoniali: reddito complementare, pensione, successione, ecc. Il 73% degli italiani possiede almeno una casa di proprietà, dato fra i più alti al mondo. Inoltre, il 17% mostra una preferenza per l’investimento immobiliare. Ciò non vuol dire che ci si possa improvvisare investitori: leggi la nostra guida per fare un investimento immobiliare in tutta serenità!

1. Come far fruttare i propri soldi nell'immobiliare?

Investire nell’immobiliare non è una gara di velocità, ma piuttosto una maratona: in altre parole, questa operazione richiede pazienza, tempo… e una buona conoscenza del settore. Infatti, per poter ottenere una plusvalenza interessante, è necessario prevedere un orizzonte d’investimento di minimo cinque anni, se non addirittura dieci o venti!

Certo, si tratta di un orizzonte temporale decisamente lungo, ma ci sono delle alternative più rapide:

  1. Scegliere un investimento a breve termine con un indice di redditività ottenibile velocemente
  2. Scegliere un investimento che genera degli interessi fin dai primi mesi

Investire nel settore immobiliare attraverso la Borsa

Si può decidere di investire in immobili tramite la Borsa, attraverso i cosiddetti REIT (o, in italiano, SIIQ, Società di investimento immobiliare quotate). Un REIT è un fondo di investimento immobiliare che investe in azioni di società che possiedono, gestiscono o finanziano beni immobiliari messi in affitto.

In questo modo, attraverso i REIT, è possibile investire in azioni di società immobiliari quotate sui mercati, il cui prezzo sarà determinato dall’andamento degli utili delle società (in questo caso, gli affitti). È facile quindi capire che abbiamo a che fare con uno strumento altamente rischioso, di cui però non si può negare l’alta componente di diversificazione: si possono possedere più REIT, diversi per settore immobiliare e area geografica.

Il crowdfunding immobiliare

Questo tipo di finanziamento partecipativo funziona attraverso gli investimenti di singoli risparmiatori che collaborano per la riuscita di un progetto immobiliare. Quando la costruzione è conclusa, ogni investitore viene rimborsato della somma investita, maggiorata degli interessi.

Il crowdfunding immobiliare promette un rendimento allettante, che si aggira intorno al 10%. E consente anche di non bloccare i propri soldi troppo a lungo: la durata dell’investimento varia, di solito da 1 a 3 anni. Certo, è necessario accettare dei rischi piuttosto elevati: se il progetto fallisce, infatti, si potrebbe perdere tutta o una parte del proprio investimento.

1. Come capire se un bene messo in locazione è redditizio?

Qualsiasi investimento immobiliare comporta dei rischi, nel mattone così come sui mercati finanziari. Ma come stimare il rendimento di un progetto immobiliare locativo? Esistono alcuni elementi che si contraddistinguono come indicatori:

  • la redditività locativa lorda
  • la redditività locativa netta
  • il valore attuale netto (VAN)
  • il tasso interno di rendimento (TIR)
  • il cash-flow (flusso di cassa)

Come capire se un bene locativo è redditizio?

Nel mondo delle finanze personali, e in particolar modo nell’immobiliare, la cosa più importante è fissarsi degli obiettivi patrimoniali, ossia un obiettivo da raggiungere per le proprie finanze e, più in generale, per la propria vita.

In altre parole, è praticamente impossibile rispondere alla domanda: un investimento immobiliare classico può rendere fino al 5% netto a fronte di un profilo di rischio contenuto, ma se decidi di investire in immobili passando dalla Borsa, per esempio, potresti ottenere molto di più. Si tratta del cosiddetto investimento nel “mattone di carta”, attraverso azioni, fondi immobiliari ed ETF, spesso interessante dal punto di vista fiscale.

Lo sapevi che...

Fiscalmente, l’aliquota al 26% sul capital gain (plusvalenza) da investimento nel “mattone di carta” è la stessa che si pagherebbe sulla plusvalenza per la vendita degli immobili (a meno di non essere nella fascia Irpef più bassa del 26%).

L’investimento immobiliare su carta ha il vantaggio di essere più liquido e consentire una maggiore diversificazione del proprio portafoglio. Infatti, investendo in immobili in modo “classico” di solito non si esce dai confini della propria città o del proprio Paese. Investire attraverso un fondo o un ETF, invece, permette di aprirsi a nuovi progetti, anche lontani, diversificando così anche geograficamente e per settore.

Ma attenzione! Non buttarti sul primo rendimento elevato che vedi passare! La qualità di un investimento immobiliare non dipende unicamente da questo fattore, al contrario. Nell’immobiliare locativo è spesso più interessante scegliere un bene che ha sempre avuto affittuari in passato anche se ha un rendimento medio piuttosto che un bene che promette rendimenti stratosferici ma che fatica a trovare un inquilino.

1. Conviene investire nell’immobiliare?

Investire in immobili rappresenta da sempre la scelta preferita degli italiani. Ma non esiste solo l’acquisto della prima casa: l’investimento immobiliare, infatti, può prendere diverse forme, come la messa in locazione per ottenere un rendimento, o la rivendita per giocare sulla plusvalenza ottenuta.

Perché comprare la propria abitazione principale?

Acquistare la propria abitazione principale è un investimento immobiliare speciale. Infatti, si tratta di un tipo di investimento non unicamente motivato dalla ricerca di redditività. Le ragioni sono anche di tipo psicologico/personale:

  • accesso allo statuto di proprietario
  • ristrutturazione/arredamento della propria casa come si desidera
  • validazione di una tappa importante della propria vita adulta
  • la già citata ricerca di redditività

Lo sapevi che...

Dal 2021 al 2022, in Italia, l’età media di chi compra casa è scesa da 39 a 35 anni.

Ma siamo sicuri che sia una buona strategia? Innanzitutto, è risaputo che, per chi cerca di fare il miglior investimento immobiliare, l’acquisto della propria abitazione principale non è esattamente in testa alla classifica. Potrebbe però diventare interessante qualora si decida di rivenderla dopo qualche anno. Così facendo, il costo di acquisto sarà stato ammortizzato e, nel migliore dei casi, si potrà godere di un rialzo dei mercati.

Insomma, investire nella propria abitazione principale è sicuramente interessante, purché questo acquisto si basi su criteri razionali: sei pronto a viverci per minimo 5 anni? Le condizioni di acquisto (prezzo, mutuo, contesto) sono ottimali?

Vale la pena di comprare per affittare a terzi?

Si può comprare per abitare, ma anche per mettere in affitto il proprio bene. E in questo caso, potremo davvero parlare di investimento. Ma in che senso?

Innanzitutto, bisogna sottolineare che la nozione di redditività può essere molto diversa a seconda della strategia adottata. Si può preparare un progetto immobiliare:

  • per generare un reddito mensile (cash-flow positivo)
  • per costruirsi un patrimonio a lungo termine (bene autofinanziato)
  • per ottenere una plusvalenza futura (lavori in vista della rivendita, ecc.)

In altre parole, non esiste una redditività “tipo”: un bene può costarti molto all’inizio ma venire rivalorizzato più avanti, oppure arricchirti fin da subito. Tutto dipende dal tuo obiettivo. Detto ciò, alcuni criteri sono utili per capire se un investimento locativo è davvero redditizio:

  1. il rendimento netto del bene è compreso tra il 5 e il 10%
  2. hai scelto di investire in una zona a forte potenziale
  3. le condizioni alle quali hai comprato sono ottimizzate al massimo
  4. il tipo di investimento è annoverato fra i migliori investimenti immobiliari
  5. puoi ottenere delle agevolazioni fiscali

1. Come investire nell’immobiliare senza soldi?

Pensi che sia una missione impossibile? Non è così! Infatti si può investire nell’immobiliare senza avere grosse somme da parte. Ma per poterlo fare, è necessario avere un progetto solido e ben strutturato. Senza dimenticare le agevolazioni per accelerare il processo:

  • Bonus “prima casa”
  • Bonus prima casa under 36
  • Credito d’imposta per il riacquisto della prima casa

Vuoi saperne di più? Continua a leggere!

Tutta questione di preparazione

L’avrai capito, se desideri investire nell’immobiliare senza soldi, avrai bisogno di un dossier a prova di ferro. In un primo tempo, bisognerà determinare i propri obiettivi. Perché vuoi investire? Quale tipo di immobile vuoi comprare? A quale prezzo? Sono queste – e tante altre – le domande a cui va cercata una risposta quando comincerai la caccia al finanziamento.

Fare un sopralluogo

Che tu stia cercando di costituirti un patrimonio, desideri un reddito complementare o voglia solo vivere di rendita, avrai bisogno di un bene immobiliare diverso per ogni tuo obiettivo. La perla rara! Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è quello di ampliare la propria ricerca. Non esitare a visitare più di un bene che corrisponde ai tuoi criteri, fra cui:

  • prezzo
  • posizione
  • superficie

Lo scopo? Mettere a confronto gli immobili per trovare quello che più degli altri risponderà alle tue esigenze. Per esempio, nel caso in cui stessi cercando di portare a termine un investimento immobiliare senza metterci soldi tuoi (ebbene sì, è possibile), sarà meglio puntare a piccole superfici, più redditizie. Se vuoi comprare un monolocale, perché non farlo in città in cui la domanda di affitto per studenti è molto elevata, come a Bologna, Milano o Pavia?

Prima di lanciarti, però, pensa a studiare con attenzione il mercato immobiliare della città che hai scelto:

  • prezzo medio degli affitti
  • prezzo al metro quadrato
  • domanda locativa
  • numero di immobili presenti sul mercato

Altro criterio essenziale: la redditività. Già, può essere una buona cosa lanciarsi nell’immobiliare, ma gli investimenti devono essere redditizi se il tuo obiettivo principale è quello di ottenere un reddito complementare. Fai le tue indagini! Scopri se gli appartamenti o le case nell’area geografica che hai puntato si affittano facilmente. Obiettivo? Avere un ritorno sul tuo investimento il più rapidamente possibile.

In un secondo tempo, determina il tipo di persona che vuoi attirare. Infatti, se decidi di lanciarti negli investimenti locativi, sarà essenziale stabilire il profilo del tuo affittuario tipo:

  • single
  • famiglia
  • studente
  • anziano

Questo ti permetterà di vederci più chiaro al momento di cercare l’immobile ideale. E per finire, dovrai pensare al finanziamento, perché se cominci il tuo progetto senza soldi tuoi, dovrai pur trovarli da qualche parte.

Come finanziare il proprio bene immobiliare?

Sono in tanti a rivolgersi a un istituto bancario per finanziare il proprio progetto immobiliare. Ma questo non significa che sia la soluzione per tutti, né che sia da prendere alla leggera! Meglio fare delle simulazioni e studiare la concorrenza. Obiettivo: trovare l’offerta migliore (e non è detto che essa si trovi presso la tua banca).

Se non hai una grossa somma da parte, è imperativo rimanere realisti. Ciò significa non puntare tropo in alto, mantenendo i piedi ben saldi a terra, e rimanere vigilanti.

Ecco qualche consiglio pratico:

  • Comincia con un piccolo monolocale. Esso ti permetterà di farti un’idea dell’investimento immobiliare, ottenendo una redditività da locazione decisamente interessante
  • Prenditi il tempo che ci vuole e calcola tutti i costi
  • Cerca un immobile in buono stato e con pochi lavori da fare
  • Visita tu stesso l’immobile
  • Fai delle ricerche più approfondite in caso di immobile che ti fa davvero gola: per esempio, potresti intervistare i vicini, e capire se stai investendo in un immobile privo di grossi problemi, in quartiere tranquillo e ben collegato dai mezzi di trasporto, ecc.

1. Progetto immobiliare: come prepararlo al meglio?

Diventare proprietari non è una cosa che si fa dall’oggi al domani. È un progetto di vita che richiede un’enorme preparazione e riflessione a monte. Ecco perché è necessario – per non dire essenziale – fissarsi un obiettivo.

Definire il proprio obiettivo di investimento

La domanda è semplice: perché vuoi investire in immobili? La risposta, un po’ meno. Per preparare al meglio il proprio progetto immobiliare, è importante avere in testa un obiettivo:

  • diventare proprietari della propria residenza principale?
  • ottenere un reddito complementare attraverso un investimento locativo?
  • lasciare un patrimonio perenne ai propri figli?
  • anticipare l’abbassamento del proprio reddito al momento della pensione?
  • ecc.

Determinare questo obiettivo permetterà di avere una direzione. E così facendo, tutto il processo di investimento verrà definito, dalla scelta dell’asset al suo rendimento, passando dal finanziamento. Sono tanti passaggi, ma niente panico. C’è una soluzione per ognuno di essi.

E soprattutto per ogni età: investire quando si è giovani permette di accendere un mutuo a lungo termine, per esempio, ma è anche vero che le somme percepite all’inizio della propria carriera spesso non sono altissime, e quello stesso mutuo potrebbe essere più difficile da ottenere.

Scegliere il proprio asset

Immobiliare = mattone. Questo assunto è inciso nella mente di tutti noi. Eppure oggi esistono tantissimi modi per investire nell’immobiliare qualora si decida di mettere da parte l’iter classico che da sempre ci porta a essere proprietari.

Tipo di investimento

Abitazione principale

Immobiliare locativo

Crowdfunding immobiliare

Flipping immobiliare

SIIQ

Difficoltà

4

3

1

4

2

Rischio

2

3

4

3

2-4

Rendimento

1

3

4

3

2-4

Finanziare il proprio investimento

Non tutti disponiamo di centinaia di migliaia di euro per comprarci un appartamento o una casa in contanti. Ma non per questo dobbiamo privarci del nostro sogno di possedere un immobile: l’effetto leva del mutuo, infatti, permette (a certe condizioni) di far diventare redditizio il proprio progetto immobiliare fin dai primi mesi.

Per prepararsi al meglio, è generalmente consigliato realizzare una simulazione per determinare alcune informazioni:

  • la somma massima che potremo richiedere
  • il costo delle rate
  • i diversi tassi proposti
  • la polizza mutuo

Oppure, se hai pochi soldi, puoi decidere di orientarti verso una soluzione alternativa, come per esempio il crowdfunding immobiliare o l’investimento in SIIQ, che permettono di utilizzare anche poche centinaia di euro a fronte di rendimenti che possono essere anche molto interessanti.

2. Come investire nell'immobiliare ottenendo un rendimento mensile?

Esiste un altro modo per far fruttare i propri soldi: l’investimento locativo classico. L’investimento locativo permette di pilotare da soli il proprio progetto. I redditi complementari tutti i mesi vengono generati grazie agli affitti percepiti.

Come per ogni tipo di investimento, la redditività di un progetto di locazione non è garantita. Ti chiedi se comprare per affittare a terzi sia conveniente? La risposta dipende soprattutto dal tipo di bene che sceglierai:

  • Il rendimento lordo è sufficiente (tra il 5% e il 10%)?
  • Le spese di gestione e manutenzione possono essere ammortizzate grazie all'affitto?
  • Il bene è situato in una zona dalla domanda locativa sufficiente?

La scelta riguarda anche le diverse categorie di bene immobiliare locativo:

  • vuoto
  • ammobiliato
  • parcheggio, cantina, box, ecc.

Per preparare al meglio il tuo progetto immobiliare, dovrai prendere in considerazione tutti questi parametri, che ti permetteranno di ottimizzare la redditività del bene, includendo anche eventuali agevolazioni fiscali.

2. Come calcolare la redditività?

Il rendimento del tuo investimento immobiliare prende la forma di una percentuale che rappresenta il suo andamento durante l’anno. Diversi criteri entrano in gioco nel calcolo della redditività locativa del bene da te selezionato. Vediamoli insieme.

Il rendimento locativo lordo

Rappresenta la differenza tra redditi da locazione (gli affitti percepiti) e la somma versata per acquistare il bene immobiliare. Prendiamo l’esempio di Sofia, che trova l’appartamento dei suoi sogni a 200.000 euro. Prevede di metterlo in affitto a 800 euro al mese.

Per calcolare il rendimento locativo lordo, applichiamo la formula seguente:

(REDDITO MENSILE PERCEPITO X 12) / PREZZO DI ACQUISTO X 100

Nel caso di Sofia, la percentuale ottenuta sarà quindi: (800 x 12) / 200.000 x 100 = 4,8%

Il rendimento locativo netto

Il rendimento locativo al netto dei costi si avvicina molto al rendimento reale del tuo progetto immobiliare, in quanto si rimuovono dal rendimento lordo diversi costi:

  • interessi del mutuo
  • imposte locali
  • canone locativo
  • fiscalità
  • lavori
  • agenzia/notaio
  • onorario di gestione
  • ecc.

Per Sofia (come per chiunque altro), il calcolo è semplice:

RENDIMENTO LOCATIVO LORDO - SOMMA TOTALE DEI COSTI

Il tasso interno di rendimento (TIR) e il valore attuale netto (VAN)

Il TIR è l’indicatore che prende in considerazione i diversi flussi (vendita, acquisto, fiscalità, costi, ecc.) per ottenere il rendimento annuale. Lo scopo? Mettere a confronto i diversi progetti di investimento, e non necessariamente nel settore immobiliare.

Il VAN, invece, è una sorta di rappresentazione dell’arricchimento di un investimento messo a confronto con un altro, che viene preso come elemento di riferimento, e quindi come obiettivo minimo da raggiungere.

Il cash-flow

Altro non è che la tua tesoreria! O meglio, quella generata dalla tua attività di affitto del bene immobiliare a terzi.

Qui lo scopo è di ottenere una visione più chiara della perennità del tuo investimento, ma anche della sua solvibilità, in quanto si prendono in considerazione i vari costi applicati (tasse, rate del mutuo, spese di comproprietà, ecc.).

Sotto forma di formula, potrebbe essere descritto così:

RENDIMENTO ANNUALE + AFFITTO ANNUALE / (PREZZO ACQUISTO IMMOBILE + COSTI)

Un cash-flow negativo è la rappresentazione della somma che dovrai risparmiare per rendere l’investimento redditizio. Al contrario, un cash-flow positivo mostra i profitti di quello stesso investimento.

2. L’immobiliare è un investimento sicuro?

Le tradizioni sono dure a morire: da sempre prudenti quando si tratta di investimenti, gli italiani hanno una fiducia smisurata nel mattone. Secondo i dati Istat, nel 2021 il 70,8% delle famiglie risultava proprietario dell’abitazione in cui abitava. Sono diverse le ragioni che spiegano questo trend:

  • il mattone è qualcosa di solido, si tratta di un investimento tangibile
  • l’immobiliare è un investimento sicuro per una valorizzazione sul lungo termine
  • l’acquisto di un bene immobile è accessibile a coloro che vogliono investire ma non hanno grandi conoscenze finanziarie

Tradizione, affetto e strategia diventano quindi le tre linee direttrici per l’accesso di molti italiani allo statuto di proprietari.

L’immobiliare è un bene di rifugio

In tempo di inflazione, o più in generale di crisi, si cerca di dare la priorità a quei settori che verranno meno influenzati dalle variazioni del mercato. Sono i cosiddetti beni di rifugio. In Italia, il mattone è sul podio insieme all’oro e alle assicurazioni sulla vita.

Ma perché investire nell’immobiliare? Perché l’immobiliare offre un ritorno d’investimento vantaggioso sul lungo termine. Nei periodi più difficili, gli italiani preferiscono concentrare la loro strategia su un investimento finanziario equilibrato: se da una parte i rendimenti sono moderati, è anche vero che il rischio di svalutazione è piuttosto basso.

2. Come ottenere un prestito quando non si hanno soldi?

È possibile investire nell’immobiliare senza avere risparmi da parte, che sia per scelta o esigenza. Sono tanti coloro che decidono di agire in questo modo per scelta, e di non utilizzare i loro risparmi. Il motivo? Semplicemente perché preferiscono conservare questa somma in caso di necessità. Per esempio quando i tassi nel mercato immobiliare sono molto bassi. Altri, invece, preferiscono investire questi soldi su prodotti dal rendimento maggiore rispetto a quanto pagherebbero per accendere un mutuo.

Insomma, che tu lo faccia per scelta o meno, il risultato resta lo stesso: bisognerà passare da una banca per ottenere un prestito.

Ma niente panico! Investire quando non si hanno risparmi da parte non è impossibile.

Ovviamente, per una banca, non vedere un capitale da investire potrebbe essere motivo di inquietudine. E potrebbe farle mettere dei paletti. È per questo che è necessario avere un dossier inattaccabile:

  • Avere un lavoro dipendente, a tempo indeterminato, è un vero vantaggio
  • Essere giovani e pronti a evolvere: giovane è spesso sinonimo di inizio di carriera. Le banche sanno che la tua situazione finanziaria evolverà e che avrai un salario maggiore negli anni a venire
  • Essere seri: potrà sembrare banale, ma dei conti in banca sani, non scoperto, danno fiducia e favoriscono un possibile prestito da parte delle banche
  • Avere una buona somma residua a fine mese: una volta pagati affitto, bollette, spese essenziali, ecc., quanto ti resta a fine mese? Cercare di avere una buona somma passa anche dalla preparazione meticolosa del tuo progetto
  • Puntare a un budget ragionevole: non esitare a far presente che la somma che spendi oggi per pagare il tuo affitto si avvicina molto a quella delle rate del mutuo che andresti a pagare

E quando non si ha un lavoro dipendente o una garanzia?

Nel caso in cui ci si trovi senza busta paga e senza un garante, sarà necessario trovare delle garanzie alternative:

  • ipoteca su un bene di valore
  • altre forme di reddito oltre allo stipendio: la pensione, un conto corrente intestato a proprio nome, l’affitto di un immobile, ecc.

Lo sapevi che...

Se hai in mente di fare un investimento locativo, potrebbe essere una buona idea farlo presente. Infatti, è possibile che sia più facile accordarti un prestito per questo tipo di progetto.

Esistono anche altri modi per ottenere una garanzia, per esempio attraverso dei fondi:

Fondo di garanzia per i mutui per acquisto e ristrutturazione prima casa

Per far fronte all’assenza di un garante

Garanzia statale

Gestito dalla Consap (Concessionaria pubblica di servizi assicurativi)

Copre i mutui di importo non superiore a 250.000 € (metà del prestito, max. 125.000 €)

Non valido per abitazioni signorili, ville, palazzi, immobili di lusso

Valido per interventi di aumento dell’efficienza energetica

Fondo di solidarietà per i mutui prima casa

Per far fronte alla perdita di lavoro, riduzione orario o stipendio (temporanee difficoltà nel pagamento delle rate del mutuo)

Garanzia statale

Gestito dalla Consap (Concessionaria pubblica di servizi assicurativi)

Copre i mutui di importo non superiore a 250.000 €

Isee inferiore a 30.000 €

Gli interessi decorrono anche nel periodo in cui non si pagano le rate

Insomma, l’avrai capito, chiedere un prestito immobiliare quando non si hanno soldi richiede una lunga preparazione. Ecco perché, di solito, si consiglia di farsi accompagnare in questo progetto da un esperto del settore.

2. Immobili: quale tipo di investimento è il più vantaggioso?

Obiettivamente, non esiste il miglior investimento immobiliare. Tutto dipende dal tuo obiettivo.

Acquisto della residenza principale

Se stai cercando di diventare proprietario della tua residenza principale per viverci, di solito il modo più semplice di agire è quello di accendere un mutuo così da cominciare fin da subito a vivere nella casa o nell’appartamento dei propri sogni.

Redditi da capitale

Se cerchi di ottenere una fonte di reddito supplementare, ci sono diverse opzioni: mettere in affitto un bene immobiliare (arredato o non), le azioni in Borsa, ecc.

Ma attenzione quando dai in affitto un immobile che ti appartiene, in quanto ci saranno delle imposte da pagare, e queste potranno cambiare a seconda della situazione in cui ci si trova. La tassazione può essere:

  • ordinaria
  • “a canone libero”
  • con cedolare secca

Agevolazioni fiscali

Esistono però anche delle agevolazioni fiscali per chi decide di mettere in affitto un proprio immobile, come per esempio una riduzione del 30% del reddito imponibile nel caso di locazione con cedolare secca, oppure del 75% dell’aliquota per Imu e Tasi in caso di contratto a canone concordato.

Ce ne sono poi anche per chi investe direttamente nell’immobiliare, che sia per l’acquisto della propria casa o per la rivalutazione di un immobile. Nello specifico, si possono ottenere delle agevolazioni fiscali tramite:

  1. ristrutturazioni edilizie
  2. ecobonus
  3. sismabonus
  4. bonus facciate inclusi i lavori che non siano di sola pulitura e tinteggiatura esterna
  5. installazione impianti fotovoltaici
  6. installazione colonnine per ricarica veicoli elettrici

Nuovi modi per investire nell’immobiliare

I modi per investire in immobili si sono evoluti negli anni. Se un tempo investimento immobiliare era sinonimo di acquisto di una casa, oggi si fanno strada sempre più metodi alternativi, come per esempio l’investimento immobiliare in Borsa o attraverso il crowdfunding.

Nel caso della Borsa possiamo citare i fondi comuni di investimento immobiliari, che trasformano gli investimenti immobiliari in quote di attività finanziarie, scambiabili come qualsiasi altro tipo di asset.

Il crowdfunding immobiliare sta prendendo sempre più piede in Italia, anche se va sottolineato che si tratta di un investimento perlopiù riservato ai profili più dinamici: si tratta di un finanziamento partecipativo a un progetto immobiliare, che il promotore rimborsa ai suoi investitori alla fine del cantiere di costruzione. Va da sé che sono tanti i progetti di questo tipo a non aver mai visto la luce, rendendo questa opzione decisamente rischiosa.

3. Come guadagnare nell'immobiliare pagando meno tasse?

Far fruttare i propri soldi passa anche attraverso… le agevolazioni fiscali! I redditi da locazione devono essere dichiarati e, ovviamente, ci si devono pagare delle imposte sopra. Ridurre l’importo di queste ultime significa ottenere dei redditi complementari maggiori: un calcolo fiscale che può rendere ancora più interessante il tuo investimento immobiliare. 

In quanto proprietario di un bene immobiliare messo in affitto, è possibile ricorrere alla cedolare secca, una tassazione opzionale che si può scegliere alla stipula del contratto di affitto.

La cedolare secca sostituisce le aliquote Irpef, le addizionali Irpef, l’imposta di bollo da 16 euro e l’imposta di registro del contratto di locazione normalmente dovute sul contratto di affitto e può essere:

  • al 21%
  • al 10%

La cedolare secca al 21%

Di norma, possono optare per il regime della cedolare secca le persone fisiche che godono del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento (per esempio, usufrutto) che mettono in affitto un bene ad uso abitativo e non nell'esercizio di attività di impresa o di arti e professioni.

Si può scegliere la cedolare secca al 21% per le categorie catastali del gruppo A (abitazioni di tipo signorile, civile, economico, popolare, ultrapopolare, rurale, in villini, in ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, uffici e studi privati, abitazioni e alloggi tipici dei luoghi) – e relative pertinenze – purché siano locate a uso abitativo.

La cedolare secca al 21% può essere scelta anche da chi si avvale del regime delle locazioni brevi, ossia per una durata non superiore a 30 giorni.

Lo sapevi che...

Dal 2021, la cedolare secca al 21% può essere applicata solo se la locazione breve riguarda al massimo quattro appartamenti. Un numero superiore, infatti, viene assimilato all’esercizio in forma imprenditoriale (che necessita di apertura della partita IVA).

Facciamo un esempio del calcolo della cedolare secca al 21%.

Francesca percepisce un affitto annuo pari a 10.200 euro (850 €/mese per 12 mesi). 

Applicando l’aliquota Irpef classica al 23%, dovrebbe pagare un’imposta pari a 2.346 euro, sulla sola quota di reddito da locazione (senza prendere in conto addizionali e imposte dovute alla registrazione del contratto). Ricordiamo che con la tassazione Irpef tutti i redditi percepiti nell’anno si sommano e quindi l’aliquota di tassazione dipende anche dalle altre somme dichiarate. 

Se Francesca decidesse invece di applicare la cedolare secca al 21% pagherebbe solo 2.142 euro.

La cedolare secca al 10%

L’aliquota al 10% è riservata al proprietario che decide di rispettare il canone concordato con il suo inquilino, che consiste nel stabilire i limiti minimi e massimi di affitto, imposti in base all’ubicazione del bene. In questo senso, il proprietario rinuncia alla possibilità di decidere l’importo dell’affitto mensile.

L’aliquota al 10% è applicabile solo nei comuni con determinate problematiche:

  • la carenza di soluzioni abitative
  • l’alta densità abitativa
  • il fatto di essere stati colpiti da calamità naturali

Questi sono: Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e i comuni confinanti, e gli altri comuni capoluogo di provincia.

Lo sapevi che...

La cedolare secca al 10% può essere utilizzata anche per contratti d’affitto a studenti fuori sede e per contratti transitori (ossia quei contratti il cui periodo non è inferiore a 1 mese né superiore a 18 mesi).

La cedolare secca conviene sempre?

Attenzione, però! Non sempre optare per la cedolare secca è la migliore soluzione. Infatti, prima di decidere se scegliere questa agevolazione, è bene fare un confronto con lo scaglione di reddito nel quale si rientra.

Il vantaggio della cedolare secca potrebbe venire vanificato:

  • se il reddito da locazione è l’unico reddito da dichiarare sull’anno
  • se si hanno redditi bassi

Nel caso in cui non si debba pagare l’Irpef sul reddito da locazione, scegliendo la cedolare secca si finirebbe per dover pagare una tassa dalla quale si sarebbe esonerati.

Sotto gli 8.125 euro di reddito, infatti, non sono dovute imposte, quindi è più conveniente mantenere il regime Irpef, in quanto applicando la cedolare secca, il pagamento delle imposte diventerebbe obbligatorio (la cedolare secca non prevede alcuna esenzione).

La cedolare secca, quindi, conviene a chi ha redditi elevati e, applicandola, evita di passare a uno scaglione Irpef superiore (a cui corrisponde un’aliquota più alta).

Va però sottolineato che sul reddito assoggettato a cedolare secca non è possibile applicare deduzioni e detrazioni.

3. Come calcolare un buon investimento locativo?

I criteri

Per ottenere un buon investimento immobiliare, non bisogna lasciare niente al caso. Ci sono tre punti fondamentali da tenere in considerazione.

In primo luogo, la liquidità. In altre parole, i soldi che hai “bloccato” sono facilmente recuperabili oppure no? Raramente il mattone è sinonimo di liquidità, ma non esiste solo l’immobiliare nel senso classico del termine per diventare proprietari. Come abbiamo detto, è possibile investire nell’immobiliare in altri modi, attraverso il “mattone di carta”, per esempio, decisamente più liquido.

C’è poi il rischio di perdita di capitale. Anche il mercato dell’immobiliare è sottomesso alle variazioni di mercato: perdere soldi è possibilissimo, così come in qualsiasi altro tipo di investimento.

E per finire, l’ultimo indispensabile pilastro per un progetto solido: il rendimento. Perché non vederlo insieme con una piccola simulazione?

Il calcolo del tuo investimento locativo

Prendiamo le seguenti ipotesi:

Antonio compra un appartamento a Torino a 150.000 euro (spese notarili incluse). Decide di metterlo in affitto a 900 euro al mese.

Per calcolare il rendimento del suo progetto, Antonio farà un calcolo piuttosto semplice: prenderà la somma degli affitti su base annua, alla quale toglierà l’importo dell’imposta da pagare sui redditi da locazione, e dividerà il tutto per il prezzo d’acquisto del bene.

Abbiamo detto che Antonio chiede 900 euro al mese, che moltiplichiamo per 12 (ottenendo così 10.800 euro/anno).

Per ottenere il rendimento lordo, applichiamo la formula che abbiamo visto in precedenza:

10.800 € / 500.000 € x 100 = 7,2%

In questo caso, trattandosi come abbiamo detto, di rendimento lordo, non sono state prese in considerazione le imposte sul reddito da locazione, le spese correnti, le eventuali rate del mutuo e tutti gli altri fattori che determineranno il rendimento netto, diverso per ognuno a seconda della sua situazione.

Lo sapevi che...

Di norma, il rendimento di un immobile residenziale si aggira intorno al 4-5%.

3. Quali sono i vantaggi dell’investimento immobiliare?

Investire nell’immobiliare è una scelta importante, che comporta un impegno particolare. Bisogna riuscire a progettarsi su diversi anni e molto spesso avere a disposizione una somma ingente per aumentare le proprie probabilità di riuscita.

Quindi, davvero conviene investire nell’immobiliare? La risposta ce la danno i 3 principali vantaggi dell’investimento immobiliare.

1. Beneficiare dell’effetto leva

Chi ha la capacità di comprarsi un bene immobiliare a 200.000 euro (o più)? Non proprio tutti. Nonostante questo, l’acquisto immobiliare è accessibile grazie all’effetto leva, vale a dire la possibilità di utilizzare i soldi della banca per ottenere un bene.

Certo, l’effetto leva significa anche impegnarsi a rimborsare la somma presa in prestito. Ma ciò non toglie che grazie ai soldi della banca si può ambire a ottenere la proprietà di un bene impegnando minimo il 10% del suo prezzo – e a volte anche meno.

2. Costruirsi un patrimonio perenne

L’abbiamo visto, l’immobiliare permette di investire nel lungo termine senza rischiare la devalorizzazione eccessiva data da forti variazioni, a differenza di altri tipi di investimento più rischiosi (le azioni in Borsa, per esempio). 

Nell’ambito delle finanze personali si consiglia sempre di “non mettere tutte le proprie uova nello stesso paniere”: l’immobiliare può essere visto come un settore grazie al quale il proprio patrimonio può essere diversificato in modo più sereno.

3. Investire pagando meno tasse

Il settore immobiliare offre diversi modi attraverso i quali è possibile pagare meno tasse: nel caso in cui dovessi già avere un’imposizione fiscale molto forte, potrebbe essere una strategia interessante, che unisce rendimento e agevolazioni fiscali.

Prendiamo tre casi diversi: l’acquisto, la messa in affitto e la rivendita.

Acquisto prima casa

Se la rendita catastale è bassa, allora le imposte da pagare saranno proporzionalmente inferiori. Vale la pena di cercare un immobile dalla rendita catastale già bassa oppure richiedere la revisione di quest’ultima

Affitto a terzi

Si può utilizzare una tassazione alternativa per pagare le imposte: si tratta della cedolare secca, che permette di pagare al massimo il 21% delle tasse sull’affitto

Rivendita

Nel caso di rivendita della prima casa, non c’è alcuna imposizione sulle plusvalenze ottenute

Facciamo un esempio per la terza situazione, la rivendita della prima casa:

Se Marco ha acquistato la prima casa a 230.000 € e la rivende a 540.000 €, alla plusvalenza di 310.000 € così ottenuta non verrà applicata alcuna imposizione.

3. Altri modi per finanziare il proprio progetto immobiliare

Non sempre una banca potrà prestarti i soldi necessari a realizzare il tuo progetto, soprattutto se non hai una grossa somma da parte o se non hai un lavoro stabile a tempo indeterminato (garanzia di sicurezza per le banche). Ecco perché sono in tanti a cercare altre fonti di finanziamento.

Quando ci pensa la famiglia

E se decidessi di chiedere un aiutino alla tua famiglia? Non è raro chiedere ai propri cari di finanziare il primo bene immobiliare. Optare per questa soluzione può essere un ottimo modo per risolvere i tuoi piccoli problemi di fondi. Ciliegina sulla torta: è completamente legale. Ti basterà indicare questa transazione in un atto notarile che dovrà indicare la somma prestata, la durata del prestito e gli interessi. 

Prestiti fra privati

Se tutte le banche ti hanno voltato le spalle, hai sempre la possibilità di rivolgerti a un prestatore privato, che avrà condizioni di accesso al finanziamento molto meno rigide. Ma non ci sono solo vantaggi. Infatti, il tasso d’interesse richiesto è molto più elevato. Ecco perché questo tipo di finanziamento conviene di solito per progetti a breve termine (tra i 3 e i 12 mesi circa).

La soluzione esiste anche come prestito online, il cosiddetto social lending.

Leasing immobiliare residenziale

Attraverso il leasing immobiliare residenziale si chiede a una banca o a una società di leasing di acquistare il bene immobiliare (o di farlo costruire) per noi.

La banca, o società, mette a nostra disposizione il bene, a fronte di un canone (un po’ come un affitto). Scaduto il contratto, possiamo decidere di riscattare il contratto diventando proprietari dell’abitazione, prorogarlo o recedere (in quest’ultimo caso saremo obbligati a liberare l’immobile).

Si tratta di una soluzione interessante in quanto il prezzo del bene viene concordato in precedenza e non risentirà delle variazioni del mercato.

Affitto con riscatto

Il cosiddetto “Rent to buy”, o affitto con riscatto, è uno strumento che, attraverso l’affitto di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale per un minimo di sette anni, permette di diventare proprietari alla fine del contratto.

Il punto a favore di questa opzione è che, già di base, gli alloggi sociali hanno prezzi decisamente più bassi rispetto a quelli di mercato e quindi è possibile acquistare l’immobile (anche pagando in modo dilazionato) e avere fin da subito la disponibilità.

Prestito vitalizio ipotecario

Per chi ha più di 60 anni ed è già proprietario di un immobile, ma desidera diventare proprietario di una nuova abitazione, è possibile ricorrere al prestito vitalizio ipotecario, con il quale si chiede un prestito equivalente al una percentuale del valore dell’immobile che si intende acquistare, dietro concessione dell’ipoteca sullo stesso immobile.

I bonus dello Stato

E per finire, esistono degli aiuti che si possono richiedere per finanziare il proprio progetto immobiliare. Fra questi bonus ci sono:

  • il Bonus prima casa: permettono di ridurre le imposte quando all’acquisto si applicano i requisiti “prima casa”
  • il Credito d’imposta per il riacquisto della prima casa: consente di ottenere un credito d’imposta a chi acquista un immobile e lo vende per acquistarne un nuovo
  • il Bonus prima casa under 36: per usufruire di agevolazioni fiscali per a prima casa da parte di giovani sotto i 36 anni che hanno un ISEE inferiore a 40.000 euro

3. Simula il tuo investimento immobiliare

Che cos’è più fruttuoso per te, comprare la tua residenza principale o investire nell’immobiliare locativo? Scoprilo con il nostro simulatore gratuito!

Oggi l’immobiliare conviene ancora?

Gli italiani portano il settore immobiliare nel cuore. Se la crisi sanitaria non ha causato un disinteresse nel mercato, è perché tutti trovano quello che fa per loro. Oggi, può essere interessante investire nell’immobiliare per una serie di motivi:

  • beneficiare dell’effetto leva del mutuo
  • generare dei rendimenti interessanti scegliendo con cura l’ubicazione del proprio bene
  • crearsi un patrimonio perenne senza disporre di un capitale importante
  • ottenere dei benefici fiscali grazie a dei dispositivi legali

4. Qual è il miglior investimento immobiliare per far fruttare i propri soldi?

Ah, domanda complessa! Sono tanti gli investitori che inseguono l’obiettivo del rendimento puro. L’immobiliare, in questo caso, può prendere numerose forme, come quelle già citate in precedenza.

Ma si possono anche guadagnare soldi con l’immobiliare facendo ricorso a diverse leve:

  • la plusvalenza alla rivendita
  • la percezione di affitti
  • ecc.

Sul lungo termine, l’acquisto e la rivendita di un bene immobiliare possono far ottenere una plusvalenza alla rivendita. Di solito, per poter considerare un immobile un buon investimento, questo dovrebbe produrre un tasso almeno del 5%. Questo tasso di rendimento percentuale si ottiene dividendo il reddito netto per il prezzo di acquisto dell’immobile e moltiplicando per 100.

5. Acquistare un appartamento per affittarlo a terzi: è una buona idea?

L’acquisto di un appartamento da affittare a terzi è un buon modo di ottenere un reddito da capitale in maniera regolare, grazie agli affitti percepiti.

Ma questo non significa che comprare per affittare sia sempre vantaggioso, anzi! Lanciarsi nel primo investimento immobiliare disponibile è generalmente sinonimo di perdita.

Prima di fare una scelta, sarà necessario informarsi su tutta una serie di elementi legati al settore d’investimento:

  • la scelta della città (mezzi di trasporto, infrastrutture commerciali e sociali, crescita della popolazione, ecc.)
  • il tasso di immobili vacanti a seconda dei quartieri della città di preferenza
  • le tariffe di locazione
  • la presenza o meno di aree a maggiore attrattiva lavorativa
  • la domanda immobiliare a seconda della città
  • ecc.

Lo sapevi che...

È meglio privilegiare le zone dove la domanda immobiliare è più elevata per anticipare una plusvalenza alla rivendita. Se il prezzo al m² è già molto alto al momento dell’acquisto del bene, la prospettiva di plusvalenza potrà essere rivista al ribasso.

Ci sono poi altri elementi fondamentali:

  • la scelta dell’inquilino
  • il tipo di locazione (vuota o arredata)
  • il dispositivo d’investimento scelto
  • i prezzi applicati nel comune
  • ecc.

6. Investire nell’immobiliare nel 2022: top o flop?

Da diversi mesi è sulla bocca di tutti: linflazione. Tra pandemia, guerra e crisi energetica, l’inflazione non fa che aumentare, in concomitanza all’abbassamento del potere d’acquisto degli italiani. Per proteggersi da questa situazione ognuno ha il suo metodo, ma ciò che è certo è che tenere i propri soldi su un libretto o un buono fruttifero postale non basterà ad arginare i danni.

E quindi, come fare? Sembra che gli italiani continuino a prediligere il settore immobiliare nel 2022. Il mercato dell’immobiliare resta molto dinamico, alcune città in cima alla lista. Sono tanti gli indicatori che attestano questo stato di “buona salute”:

  • l’indice dei prezzi dell’immobiliare (IBAP) è positivo, secondo le stime dell’Istat
  • una domanda immobiliare in rialzo in alcune città
  • dei tassi di prestito immobiliare relativamente bassi

Lo sapevi che...

Nel secondo trimestre del 2022 si conferma e accelera la crescita tendenziale dei prezzi delle abitazioni in atto da tre anni. I prezzi delle abitazioni nuove, soprattutto, registrano il tasso di crescita più alto da quando è disponibile la serie storica dell’IPAB (+12,1%).

Insomma, risulta chiaro che lanciarsi in un progetto immobiliare richiede organizzazione e lucidità: definire il proprio obiettivo resta il punto chiave. Meglio redditività immediata o integrazione della pensione? La scelta è solo tua, ma determinerà l’insieme delle decisioni da prendere per realizzare un investimento nelle migliori condizioni possibili.

7. Domande frequenti

🌍 Dove le case costano meno nel mondo?

Nel primo trimestre del 2022, in termini assoluti, gli unici due Paesi in cui i prezzi dell’immobiliare sono calati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente sono la Malesia e il Marocco. Per quanto riguarda i prezzi aggiustati all’inflazione, invece, fra i Paesi dove l’immobiliare costa meno sono Brasile, Lituania e Spagna. In Italia è interessante l’iniziativa di alcuni borghi antichi a rischio spopolamento che mettono in vendita case a partire da 1 euro, purché l’acquirente si impegni a progettare la ristrutturazione del bene immobile entro un anno dall’acquisto.

💸 Come investire nell’immobiliare senza soldi?

È possibile investire in immobili senza soldi (o, meglio, con pochi soldi) grazie al cosiddetto effetto leva, che consiste nell’utilizzare i soldi della banca per diventare proprietari, attraverso l’accensione di un mutuo.

🤑 Come diventare milionari con l’immobiliare?

Diventare milionari con l’immobiliare è possibile, ma è un progetto che necessita di tempo, preparazione e soprattutto di beni che generano il cosiddetto cash-flow positivo: i redditi da locazione devono essere superiori alle rate del mutuo, alle spese e alle imposte. Altra opzione per arrivare al milione: rivendere i propri beni a condizioni più favorevoli per generare delle plusvalenze interessanti.

🔢 Come si calcola il rendimento locativo di un bene?

Per conoscere il tuo rendimento locativo lordo, dividi il totale degli affitti percepiti in un anno per il prezzo a cui hai acquistato il bene, e moltiplica la cifra ottenuta per 100. Un rendimento lordo considerato interessante è compreso fra il 5% e il 10%.

🤔 Quale tipo di bene scegliere per fare un investimento locativo?

La posizione del bene immobiliare è una discriminante importante. Se esso si trova in una città studentesca, potrebbe essere interessante scegliere un monolocale da affittare a studenti. I grandi centri d’impiego permettono di puntare alla messa in locazione di bilocali o trilocali, privilegiando coppie e famiglie.

🏙️ Quanto rende un locale commerciale?

I locali commerciali (negozi) hanno di norma una redditività superiore a quelli residenziali. Nel 2021 il rendimento lordo è arrivato all’11,6%, mentre quello degli uffici è del 9,2%, seguito dal 7,2% dei box.

🏡 Quanto deve rendere un buon investimento immobiliare?

Il rendimento lordo medio di un investimento immobiliare di tipo residenziale si aggira intorno al 5% annuo. Ovviamente questo dato può cambiare drasticamente, a seconda della posizione, del tipo di bene, ecc.

💰 A quale rendimento locativo puntare?

Tutto dipende dal proprio obiettivo patrimoniale: un rendimento locativo molto elevato è inutile se il bene immobiliare non trova un affittuario e resta vacante. Scelte diverse dovranno probabilmente essere prese se si punta a ottenere una riduzione d’imposta attraverso il proprio investimento immobiliare (una prima casa è meno onerosa dal punto di vista fiscale rispetto a una seconda casa, così come un’abitazione civile lo sarà rispetto a una di lusso).

🤔 Qual è l’investimento immobiliare più sicuro?

L’investimento locativo viene considerato l’investimento immobiliare più sicuro, in quanto gli affitti rimborsano il mutuo e consolidano al contempo il tuo patrimonio. Ciò detto, è necessario preparare al meglio il proprio progetto, scegliendo un bene redditizio con spese limitate.

🤝 È il momento di vendere o di comprare?

Per rispondere a questa domanda, è necessario prendere in considerazione il contesto immobiliare: i prezzi sono in salita (= possibilità di plusvalenza) o i tassi d’interesse sono in calo (= indebitamento al momento dell’acquisto ridotto)? Senza dimenticare il particolare più importante: la tua situazione al momento dell’investimento. Hai già ammortizzato il prezzo di acquisto per ottenere un guadagno alla rivendita? Sei a posto sulle tue finanze nel medio termine (5 anni e più) per poterti permettere un investimento? Solo rispondendo a queste domande potrai capire se è il momento migliore per te per vendere o per comprare.

🗓️ Come andrà il mercato immobiliare nel 2023?

Stando a Scenari Immobiliari, Istituto indipendente di studi e ricerche sui mercati immobiliari, le previsioni per il mercato immobiliare nel 2023 sono piuttosto positive, anche se in calo rispetto al 2022. Se nel 2022 il fatturato finora è stato di 140 miliardi di euro, con un aumento del 9,9% su base annua, per il 2023 si prevede un fatturato di 148 miliardi (+6,5%), che farebbe attestare l’Italia al secondo posto fra i cinque mercati immobiliari europei principali (che comprende Germania, Francia, Spagna e Regno Unito).

🤷 Quando conviene investire in immobili?

La migliore situazione in cui investire in immobili prevede di avere un buon capitale di partenza (risparmi personali + eventualmente accensione di un mutuo) e la volontà di diversificare il proprio portafoglio. È inoltre importante scegliere con attenzione il bene sul quale si desidera investire, preferendo immobili che possano essere messi in locazione e generare quindi un reddito.

💰 Come comprare casa all’asta senza soldi?

Per comprare casa all’asta senza soldi è possibile richiedere un mutuo a una banca, che anticiperà il deposito necessario all’acquisto. Non è detto, però, che la banca sia disposta a rilasciare questi soldi; per questo motivo sarà necessario dare tutte le garanzie possibili.

🔁 Come fare flipping immobiliare?

Con il flipping immobiliare si acquistano degli immobili per ristrutturarli e rivenderli a un prezzo maggiorato, ottenendo così un profitto.

🏢 Come mettere a frutto un appartamento?

Grazie a un appartamento, si possono ottenere dei profitti in diversi modi: due di queste soluzioni potrebbero essere di affittarlo sul lungo termine oppure di trasformarlo in una struttura di ricezione nel breve termine (come, per esempio, attraverso degli affitti stile Airbnb).

🤔 Chi ha l’usufrutto è proprietario?

Per usufrutto si intende il diritto di godere di qualcosa che è di proprietà di qualcun altro. Chi detiene la proprietà è il nudo proprietario, mentre chi ha il diritto è l’usufruttuario.

🤑 Quanto si guadagna con gli investimenti immobiliari?

Secondo alcune stime pre-Covid, investendo un milione di euro nel mattone è possibile ottenere una rendita mensile da 5.800 a 7.500 euro.

🏘️ Quali sono i migliori investimenti immobiliari?

Se parliamo di investimento immobiliare residenziale e di città nelle quali investire, allora è meglio prediligere le grandi città. Nel 2021, i centri urbani con la più alta percentuale di acquisti per investimento sono stati Napoli, Palermo e Verona, seguite da Milano e Bologna. La più bassa percentuale, invece, si è registrata a Roma e Genova.

🤔 Che reddito bisogna avere per investire nell’immobiliare?

Nell’acquisto di un immobile, non è tanto il reddito netto a contare, quanto piuttosto il rapporto di indebitamento dell'investitore. È infatti questo tasso a giocare un ruolo fondamentale nella capacità di prestito: se il candidato ha pochi o nessun debito, gli sarà molto più facile rimborsare il prestito.

📈 Su cosa investire se aumenta l'inflazione?

Fra gli investimenti consigliati per far fronte a un’inflazione crescente, ci sono sicuramente quelli in beni immobili, siano essi fatti in maniera più tradizionale o con i nuovi metodi come il crowdfunding.

8. Qualche info in più

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