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Inflazione in Europa

Inflazione in Europa

Inflazione eurozona
Foto dell'autrice dell'articolo, ragazza castana vesita di blu

Marzia Vradini

Data dell'ultima modifica: 18/10/2022

Nel 2022, l’inflazione in Europa ha registrato il dato più alto dalla creazione della zona euro. Di sicuro il settore maggiormente colpito è stato, e continua a essere, quello delle spese domestiche, con tutti gli effetti che conosciamo sui risparmi delle famiglie. In un contesto del genere, che cosa può fare la Banca Centrale Europea per tentare di frenare l’aumento generalizzato dei prezzi? Vediamolo insieme.

1. Andamento dell’inflazione nel 2022

Quest’anno l’inflazione è senza dubbio al centro delle conversazioni di tutti gli europei. Con un tasso che ha raggiunto il 10% a settembre in UE, la Commissione europea attesta che l’incremento dei prezzi che stiamo vivendo deriverebbe dalla recrudescenza della pandemia dei primi mesi del 2022, seguita dallo scoppio della guerra in Ucraina (che ha aggravato i costi dell’energia) e dai vari problemi legati all’approvvigionamento di semiconduttori e metalli.

Se analizziamo i dati sull’inflazione nell’eurozona di questo 2022 e li mettiamo a confronto con quelli del 2021, ci rendiamo presto conto che essa è notevolmente aumentata nel tempo.

Periodo

Gennaio 2021-Gennaio 2022

Febbraio 2021-Febbraio 2022

Marzo 2021-Marzo 2022

Aprile 2021-Aprile 2022

Maggio 2021-Maggio 2022

Giugno 2021-Giugno 2022

Luglio 2021-Luglio 2022

Agosto 2021-Agosto 2022

Settembre 2021-Settembre 2022

Inflazione eurozona

5,1%

5,9%

7,4%

7,5%

8,1%

8,7%

8,9%

9,1%

10%

2. Quali sono i settori maggiormente colpiti dall’inflazione in Europa?

Lo IAPC (Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo), l’indicatore che la BCE utilizza per monitorare l’andamento dell’inflazione, è composto da numerose voci (sostanzialmente beni e servizi) che formano un “paniere” pensato per replicare la spesa delle persone.

Se prendiamo in considerazione le singole componenti del “paniere” noteremo che alcune di queste sono state colpite maggiormente di altre dall’aumento dei prezzi, soprattutto le spese domestiche. Fra queste, sono due le macrocategorie che più ne hanno risentito:

Le spese relative ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili e il peso dell’inflazione

Prendiamo l’esempio delle spese relative ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili. Il motivo per cui l’inflazione ha colpito maggiormente questo settore è perché si tratta di spese quotidiane, che difficilmente possono essere rimosse dalla vita di una famiglia.

Ma non tutti i Paesi sono stati colpiti dall’inflazione nello stesso modo. Nella tabella sottostante possiamo vedere che le spese per abitazione, acqua, elettricità e combustibili sono piuttosto sproporzionate da Stato a Stato, con un picco dell’84,7% in Estonia.

Stato/Area

Eurozona

Italia

Estonia

Tasso inflazione agosto 2021

5,2%

9,6%

12,7%

Tasso inflazione agosto 2022

19,7%

31,6%

84,7%

Gli effetti dell’inflazione sul costo del gas

Fra le spese citate nel paragrafo precedente, un discorso a parte va sicuramente fatto per il gas.

Vittima della congiunzione geopolitica ed economica causata dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, il prezzo del gas è schizzato alle stelle, come dimostra la tabella.

Stato/Area

Eurozona

Italia

Estonia

Tasso inflazione agosto 2021

15,1%

34,0%

14,2%

Tasso inflazione agosto 2022

63,1%

59,1%

247,1%

3. Ruolo delle banche centrali

Da quando è stata istituita il primo giugno 1998, la Banca Centrale Europea definisce la politica monetaria unica all’interno della zona euro insieme all’Eurosistema (le banche centrali nazionali europee). Il suo obiettivo? Assicurarsi che il valore della moneta europea si mantenga.

Come fa la BCE a stabilizzare i prezzi?

L’abbiamo detto: mantenere la stabilità dei prezzi è la missione della BCE. Ma come farlo? Innanzitutto, fissandosi un obiettivo di tasso d’inflazione del 2% a medio termine. E perché non 0%? Per tre ragioni:

  1. 2% è un obiettivo chiaro e trasparente, che permette di anticipare la variazione dei prezzi e delle decisioni di prestito e investimento
  2. è un tasso che protegge dal rischio di deflazione, situazione in cui la BCE ha poco potere. Questo margine del 2% permette alla BCE di evitare di adottare troppe misure per contrastare l’inflazione
  3. anticipa un potenziale scarto del tasso d’inflazione tra più Paesi della zona euro, per una questione di equilibrio

Per stabilizzare i prezzi, e quindi limitare l’inflazione, la Banca Centrale gioca generalmente sui tassi d’interesse. La logica è piuttosto semplice: quando i tassi di interesse sono bassi, si è più inclini a chiedere un prestito per finanziare il proprio progetto. Il che significa che investimenti e consumi aumentano la crescita.

Al contrario, dei tassi d’interesse più elevati, costringono a uno sforzo di risparmio maggiore da parte dei consumatori: l’attenzione non è più sulle spese, ma sulla sicurezza. Per dirla in parole povere, l'economia rallenta.

Come può la BCE far fronte all’inflazione?

Quando la Banca Centrale tocca la moneta di un Paese, questo influisce direttamente sui prezzi, e quindi sull’inflazione. Per la BCE, cambiare i tassi d’interesse ha un impatto diretto sugli altri crediti proposti dalle banche nazionali (credito immobiliare, prestiti scolastici, ecc.), generando un ulteriore impatto sul consumo e dell'investimento delle imprese e dei privati. E il tasso d’inflazione, quindi, subirà a sua volta un impatto.

È per questo che i contribuenti della zona euro attendono impazientemente le misure prese dalla BCE per combattere l’inflazione e dal suo innalzamento dei prezzi. Per controllare la situazione monetaria in Europa, la BCE fa riferimento a diversi indicatori:

Lo sapevi che...

L’aggregato monetario è uno strumento statistico della quantità di moneta che circola in un’economia. Gli aggregati M1, M2, M3 e M4 permettono di comprendere meglio la circolazione della moneta. L’aggregato M3, nello specifico, riguarda gli strumenti liquidi (monete, banconote), i depositi sui libretti, i crediti a breve termine e gli investimenti monetari di organismi di investimento collettivo del risparmio, oltre alle pensioni.

In base a questi indicatori, la Banca Centrale Europea agirà sul tasso d’interesse applicato al rifinanziamento delle banche nei suoi confronti, agendo quindi automaticamente sui tassi di interesse dei prestiti sottoscritti dai singoli e dai professionisti alle banche.

Con un aumento storico, l’inflazione in Europa è di certo inferiore a quella oltreoceano, ma comunque ben lontana dal 2% a cui punta la BCE.

4. Domande frequenti

🤷 Come si è evoluto il ruolo della BCE?

È dall'agosto 2007 e dalla crisi finanziaria dei subprime negli Stati Uniti che la BCE è entrata in una nuova fase. Con l'obiettivo di rassicurare i mercati finanziari e sostenere al contempo il sistema bancario in difficoltà, la BCE ha dovuto ricorrere a misure non convenzionali, come l'erogazione di liquidità a lungo termine, l'acquisto di titoli a titolo definitivo, ecc. È sempre in questo periodo che la BCE ha deciso di stanziare tutta la liquidità richiesta dalle banche nazionali con un tasso di interesse fisso e basso, con l'obiettivo di riconquistare la fiducia delle banche stesse.

🤔 Chi è responsabile dell'inflazione?

Diversi eventi hanno portato a questo aumento generale dei prezzi: la ripresa economica post-Covid, la guerra in Ucraina ma anche la carenza di materie prime hanno portato a uno squilibrio tra domanda e offerta.

📈 Quali sono le conseguenze dell'inflazione?

L'inflazione comporta un aumento generale e prolungato dei prezzi. In altre parole, i nostri risparmi perdono valore, come perde anche valore il denaro. Questo riduce gli investimenti produttivi e quindi la crescita economica per lo Stato, aumentando al contempo il costo della vita per le famiglie. Un'inflazione controllata, al contrario, è piuttosto vantaggiosa per l'economia di un Paese, in quanto riduce, ad esempio, i debiti dei debitori.

📊 Chi controlla l'inflazione?

In Italia, l’inflazione è misurata dall'Istat, che ogni mese pubblica l’indice dell’inflazione soffermandosi sulla variazione mensile e su quella di anno in anno. A livello europeo è invece l'Eurostat a occuparsi di misurare i tassi di inflazione.

5. Qualche info in più

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